Da Social Network a Social Spam?

Eccomi qui di nuovo a parlare dell’argomento che ha tenuto banco per ben tre post.. Ebbene sì, torno a parlare dei social network, questa volta non in termini di metriche ma di “fattori evidenti“. Mi spiego meglio..
Ultimamente sto girando parecchio tra i vari social network, sia per cercare di capire come funzionino sia per estrapolare nuove metriche o tendenze, e mi sono accorto che in molti casi (tanto per non fare nomi, uno su tutti MySpace
) ci sono molti profili di persone fisiche che in realtà sponsorizzano “aziende”; come fanno a sponsorizzarle?? semplice, attraverso “kg e kg” SPAM!
Questo fenomeno sta prendendo sempre più piede, e molte aziende pur di avere più visibilità e ottenere un link da uno qualisiasi dei major trust social network, sono disposte a pagare dei veri e proprio “spam builder“.
Il processo è molto semplice: un’azienda che chiameremo PINCOPALLA contatta un “editor profile” (oppure incarica un proprio dipendente) che chiameremo TIZIO chiedendogli di “editare” un profilo su un social network di “tendenza” dove si parli solo della propria azienda e che venga linkata il più possibile; a questo punto viene implementato un profilo (con mail ovviamente fake) dove nei vari campi richiesti dalle form, verranno inseriti solo link alle varie pagine dell’azienda committente.
Potrà quindi capitare di “conoscere” on line un tale CAIO che di lavoro fa il bancario e che avrà come hobby e interessi “i muti, i finanziamenti, le operazioni di borsa e la speculazione”: ovviamente ogni keyword presente nel profilo sarà link a PINCOPALLA.
Di questo fatto me ne sono accorto analizzando i link di due competitors di un sito (che gestisto lato statistiche) che si occupa di economia.
I social network, lo dice la parola stessa, hanno la funzione di mettere in relazione più persone con gli stessi interessi; se prendiamo i principali network troviamo profili di persone che non parlano del proprio lavoro e che, anzi, tendono a crearsi una seconda vita (vedi utenti second life), estraniandosi da quella “normale”, lavoro compreso quindi, e mettendo in risalto i propri hobby o “passatempi”.
Mi sorge quindi una domanda: ha senso “investire” nel “SOCIAL SPAM” visto che, con tutta probabilità meno del 2% degli utenti clikkerà su un link che lo riporterebbe “al mondo reale”?
Voi che ne pensate? Avete mai riscontrato finora dei profili “SPAM”?
A presto,
E.
PS: tanto per cronaca, Facebook sta surclassando MySpace che, a detta dei soliti beninformati, dovrebbe ridurre drasticamente la user engagement entro la fine del 2008. Mah, staremo a vedere.
Posted: January 27th, 2008 under Consulenza, Termini chiave, Varie.
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