Web Analytics Experience

11 Nov, 2008

Valutare un Form di contatto/richiesta informazioni

Posted by: admin In: Consulenza| Varie

Scrivo questo post perchè mi è stato chiesto, non tanto tempo fa, come fare ad aumentare le richieste di una brochure che un mio amico aveva messo sul sito e che era downlodabile dopo essersi iscritti al sito attreverso un form e, inoltre, capire quali metriche utilizzare per valutarne la bontà.

Per prima cosa quando si implementa un form bisogna sempre riuscire a bilanciare le informazioni che ci occorrono, o che vogliamo, sapere dell’utente e quali sono quelle che potrebbero stoppare quest’ultimo dalla conclusione della compilazione; molto spesso chi vende e chi analizza poi il rendimento di questa forma di “conversione” vuole avere a disposizione più dati possibili per poter capire come segmentare gli utenti e agire quindi di conseguenza sul cross selling. Secondo me però esiste una relazione inversa tra il numero di campi di form da copilare e la voglia dell’utente di compilarli.

Questa mia riflessione può essere vista sotto due aspetti:

1) Bisogna considerare solamente quali dati mi sono veramente necessari per poter “agire” (valutare, vendere, contattare ecc.): qualsiasi informazioni richiesta in più può far scappare l’utente dal form;

2) Far capire BENE all’utente quali sono le informazioni necessarie (e quindi torniamo al punto uno) e quelle che non sono indispensabili - ma che se compila ci fa contenti;

Bisonga ricordarsi però, che più lungo è il form, più tempo gli utenti ci impiegheranno a compilarlo: al giorno d’oggi la cosa che ci manca di più è “l’aver tempo”… figuriamoci se lo si va a perdere per compilare dei campi di contatto. Questo ovviamente si trasforma in perdita di eventuale ROI o conversione!

In termini di Web Analytics una delle metriche che si possono usare per valutare un Form è il rapporto che intercorre tra il conversion rate del form stesso ed il numero di visite (o visitatori) che hanno visualizzato la pagina contente il Form: questo dato andrebbe poi confrontato assieme al funnel di abbandono, possibilmente step by step, per capire quale o quali campi hanno fatto desistere l’utente. Spesso è utile usare un software “visivo”, come ad esempio Crazy Egg o ClickTale, che permetto di avere la visione istantanea di cosa funziona e cosa va cambiato.

Solitamente ogni nuovo Form andrebbe valutato tramite un A/B testingo o un MVT (Multi Variate Test) in modo tale da essere sicuri di utilizzare la versione che performa maggiormente e che quindi migliora il nostro business.

Dal mio punto vista preferisco che un Form contenga pochi campi di compilazione (tipicamente Nome, Cognome ed Email) visto che poi saremo comunque in possesso di dati con cui “recuperare” ed interagire con l’utente!

Non da meno, inoltre, è la posizione all’interno del sito stesso -ne parlerò a breve in un altro post- della pagina contenente questo modulo: se è difficilmente raggiungibile, si può creare il Form più funzionale del mondo ma i contatti rimarranno comunque pochi. Bisogna quindi studiare attentamente gli step che portano alla coversione, per non perdere utenti e quindi opportunità di aumento del ROI.

A presto,

E.

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  • admin: Ciao Massimo, Ho appena scaricato l'ebook: appena lo leggo ti do un fb :) Grazie mille per la segnalazione. A presto E.
  • Massimo: Ho inserito questo tuo articolo come "risorsa consigliata" nel mio eBook "Landing Page Perfetta". Trovi il link a pagina 35. Spero che la cosa sia
  • Nuovi campi filtro e altre cosucce • Google Analytics in 30 secondi: [...] quando si tratta ad esempio di escludere le proprie visite con un IP dinamico: si veda in proposito questo articolo di Enrico Pavan, in cui si

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